Prima di tutto, al traguardo contro il cancro.

Lo sport è forza, speranza, prevenzione. Alleniamo e portiamo al traguardo persone colpite da malattie croniche come cancro, cardiopatie, diabete.

Traguardo
17.000 €
Raccolti
6.925 €
Scadenza
23 giorni
Sostenitori
79

Laboratorio di sport terapia per pazienti ad ex pazienti

Il progetto #primaditutto parte dalla volontà di includere nell’attività sportiva fasce di popolazione che ne vengono abitualmente escluse, quali malati oncologici, cardiopatici, neurologici e con deficit ortopedici.

Le origini: il primo traguardo.

All’inizio del 2016 Giovanna, Catia e Marina iniziano a preparare una gara di triathlon. Giovanna ha 12 vertebre bloccate ed è invalida, Catia è reduce da un linfoma non hodgkin, Marina fa ancora la chemio per un tumore ovarico. Il loro obiettivo è tenere alta l’attenzione sul tumore, essere un modello di speranza, sensibilizzare alla prevenzione. L’8 maggio a Rimini raggiungono il loro traguardo

La storia appassiona persone di tutta Italia, la loro città, Reggio Emilia, si stringe letteralmente intorno a loro. Da qui nasce l'idea supportata dall'allenatore Gabriele Torcianti, di aiutare più persone possibili attraverso lo sport. Giovanna, Marina e Gabriele si mettono all'opera per portare al traguardo sempre più persone. Loro sanno che spesso l'arrivo al traguardo coincide con il ritorno alla vita.

Il #primaditutto team

È un gruppo composto da uomini e donne che presentano una patologia (oncologici, cardiopatici, obesi, invalidi…) che preparerà insieme di volta in volta un obiettivo sportivo comune. Ognuno si allenerà secondo le proprie possibilità e in sicurezza. All'allenamento si uniranno incontri tematici sui temi della prevenzione, dello sport, del benessere.

La parole ai nostri atleti speciali

Giovanna Rossi, invalida con 12 vertebre bloccate

“Ho cominciato a fare sport dopo il mio secondo  intervento. – racconta sempre Giovanna, ideatrice e tutor del progetto – “Ho dovuto imparare di nuovo a camminare e la riabilitazione mi ha dato la spinta per non fermarmi. Ascoltavo il mio corpo e capivo che se lo tenevo attivo i dolori diminuivano e io potevo tornare ad avere una vita normale, anzi, per certi versi una vita migliore di prima. I medici mi avevano detto che non avrei più portato a casa la spesa da sola e non avrei più preso in braccio mio figlio, invece guardatemi… faccio triathlon! Quando ho aperto il blog ho capito che non potevo più tenere per me tutto quello che stavo imparando, così  è nata prima l’avventura del Challenge Rimini e poi il #primaditutto Team.”

Mariagrazia Marina Davolio, malata di tumore ovarico

“La malattia ci ha insegnato che dobbiamo  vivere alla giornata - È solita ripetere Mariagrazia Marina Davolio, tutor del team - Ma con un obiettivo si vive meglio! Io che sono sempre stata una sportiva ho capito quanto mi abbia aiutato avere un corpo in forma nel momento in cui ho dovuto affrontare l’intervento e le terapie per il tumore ovarico. Ho capito, soprattutto, quanto la fatica a cui mi aveva abituato lo sport sia stata fondamentale in alcuni momenti. Ricordo che facevo la radioterapia con una maschera che non mi faceva quasi respirare, chiusa dentro la tac… Ecco, quando non ne potevo più io, che di maratone ne ho corse tante,  pensavo… dai che è il 35esimo km… non mollare!”

Cesare Tommasini, cardiopatico

“La prima reazione, quando qualche anno fa mi hanno diagnosticato una cardiomiopatia è stata di paura.- confessa Cesare Tommasini di Carpi  - E la paura ti immobilizza. Poi ho capito che se ti muovi non solo puoi fermare la malattia ma puoi migliorare. La mia vita è molto cambiata. Quando mi sveglio alla mattina mi sento molto più attivo e più forte. Sono felice! Per me che fino allo scorso anno mi sembrava impossibile correre, l’idea di partecipare ad una  Maratona e rappresentare una squadra è meravigliosa.”

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi che raccoglieremo verranno utilizzati per istituire un laboratorio di sport terapia dedicato a pazienti ed ex-pazienti. Ci alleneremo insieme e prepareremo insieme alcune gare nella prossima stagione. 

I benefici dell’attività sportiva sugli atleti in questione sono ormai dimostrati da importanti studi e dalle evidenze scientifiche da essi ricavate. La prevenzione passa attraverso lo sport e l'alimentazione, ma questi due pilastri sono le basi anche della cura. Soprattutto nel caso di malattie croniche quali diabete, cardiopatie e cancro. 

Insieme all'allenatore Gabriele Torcianti, ci saranno medici dello sport, oncologi e fisioterapisti per supportare i pazienti nelle loro piccole grandi imprese. Oltre ovviamente alle due immancabili tutor Giovanna e Marina, atlete affette da malattie croniche che hanno dato il via al progetto.

Prepareremo 5 gare e porteremo in tour per l'Italia lo sport come fattore primario di prevenzione, cambiamento e cura. Organizzeremo incontri e faremo divulgazione sui temi che ci stanno a cuore. Lavoreremo affinché parlare di cancro faccia meno paura ed aumenti la sensibilità dell'opinione pubblica rispetto ai temi della malattia e dell'inclusione.

Ovunque andrà il #primaditutto team si parlerà di prevenzionestili di vita salutari e alimentazione. Perché rimanere positivi e attivi davanti alle difficoltà è il modo migliore per affrontare la vita. Questa lezione è un grande beneficio anche per le persone sane!


Chi c'è dietro al progetto

Ditro a questo progetto c'è prima di tutto l'amicizia di Giovanna e Marina e poi l'associazione Grade, che fin da subito le ha sostenute e ha sposato il progetto.

GRADE Onlus (Gruppo Amici dell’Ematologia) nasce a Reggio Emilia come associazione senza scopo di lucro nel 1989 e, nel 2015, diventa Fondazione Onlus.

Da oltre 25 anni la mission è sostenere l’attività ospedaliera del Reparto di Ematologia dell’Arcispedale Santa Maria Nuova – IRCCS Cancer Center di Reggio Emilia, finanziando progetti di ricerca e assistenza per pazienti affetti da malattie oncoematologiche.

Formata da medici, infermieri e personale del Reparto, ma anche da ex malati e famiglie, oggi più che mai è la dimostrazione che l’amicizia è una causa meravigliosa. Al punto che la nuova denominazione – Fondazione GRADE Onlus – deriva dalla conclusione di un percorso intrapreso per modificare la veste giuridica, con l’obiettivo di garantire una maggiore tutela del patrimonio accumulato per scopi di pubblica utilità e nell’interesse comune.

Nel corso degli ultimi anni l’impegno di GRADE è infatti cresciuto, fino ad arrivare a una notevole quantità di risorse, reperite grazie a donazioni e iniziative speciali, ma soprattutto grazie al prezioso sostegno di soci, volontari, aziende, artisti, istituzioni e cittadini.

Dal 2007 a oggi queste risorse hanno permesso di sviluppare l’attività di GRADE, che è stata indirizzata alla realizzazione del nuovo Centro Oncoematologico di Reggio Emilia (CO-RE), inaugurato l’11 giugno 2016, alla ricerca scientifica e, dal 2017, al nuovo progetto “Pet Puzzle”, finalizzato all’acquisto di una nuova Pet per l’ASMN-IRCCS Cancer Center di Reggio Emilia.

Dal 2015 si è avvicinata concretamente a sostegno dello sport e della disabilità, seguendo la storia di Giovanna Rossi (www.46percento.it) che ha iniziato a fare triathlon nonostante la sua disabilità e che nel 2016 ha coinvolto altre 2 donne (malate di cancro) in un’avventura sportiva che le ha portate al traguardo del Challenge di Rimini.


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